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La gestione e la valorizzazione dei siti e delle infrastrutture

Il processo di gestione dei siti e più in generale di tutti gli asset aziendali riguarda tutte le attività legate alla gestione delle infrastrutture del gruppo al fine di garantirne il mantenimento e l’esercizio secondo gli standard di qualità definiti da Snam e dai vincoli regolatori. Sono definite “non core” per Snam le attività di gestione del patrimonio immobiliare e dei servizi generali. Il processo di gestione degli asset include la gestione delle centrali di compressione per spinta e stoccaggio e gli impianti di trattamento, le linee di trasporto e di distribuzione, i rigassificatori, i pozzi di stoccaggio e gli impianti di misura. Snam è in grado di generare Valore Condiviso contestualmente a tale processo laddove la gestione delle infrastrutture e del patrimonio immobiliare avvenga incrementando al contempo la cittadinanza territoriale dell’azienda.

LA GESTIONE DEI SITI E DELLE INFRASTRUTTURE - IL QUADRO SINOTTICO

La gestione dei siti e delle infrastru tture – Il quadro sinottico (organigramma)

In ambito sicurezza è da segnalare la best practice rappresentata dal piano di evacuazione esterno dello stabilimento di rigassificazione di Panigaglia. Tale strumento, obbligatorio ai sensi del D.Lgs. 334/1994 sui rischi di incidente rilevante, è stato redatto e condiviso negli anni con le istituzioni locali. In occasione dell’alluvione che nel 2010 ha colpito l’area della Lunigiana, il piano di emergenza dello stabilimento è stato utilizzato per la gestione dell’evacuazione, supportando il coordinamento dei soccorsi e rappresentando un caso di eccellenza. Snam sta oggi valutando ambiti di potenziale collaborazione con gli attori territoriali per la condivisione di competenze e di best practice e lo sviluppo di sinergie finalizzate alla pianificazione e al governo di alcuni aspetti specifici del territorio.

Un ulteriore ambito in cui le potenzialità di generazione di Valore Condiviso presenti e future sono rilevanti è quello della messa a disposizione di spazi e asset immobiliari al territorio. In particolare, GNL Italia rappresenta già oggi un riferimento positivo nella condivisione di spazi aziendali con l’esempio di Ca’ Bertocchi, una villa depoca di proprietà interamente ristrutturata e messa a disposizione della comunità locale per eventi culturali, convegni, etc.

Un’interessante opportunità è offerta dalla massimizzazione delle potenzialità di spazi non utilizzati in collaborazione con enti locali o associazioni non profit operative sui territori in cui lazienda è presente. Snam potrà mettere a disposizione aree attrezzate limitrofe agli impianti, a cittadini interessati. Tali aree, opportunamente regolamentate, potranno essere destinate a svariati usi (ad esempio la messa a coltura di piccoli orti ceduti alla comunità). Le centrali, inoltre, sono già oggi luoghi di valorizzazione della biodiversità, ecosistemi dove si sono stabilite diverse specie: Snam valuterà la possibilità di stipulare convenzioni con partner specializzati per incentivare lo studio e la tutela faunistica, ed eventualmente anche con istituzioni scolastiche interessate a percorsi didattici sul patrimonio faunistico della zona.

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Tale attività potrebbe inserirsi nella progettualità più ampia volta a mettere a disposizione delle scuole le conoscenze e le competenze insite in azienda, anche a vantaggio del link tra mondo didattico e mondo del lavoro, per permettere ai giovani una piena conoscenza del mondo aziendale e industriale italiano, di cui Snam è rappresentante di punta. Un miglioramento delle conoscenze e delle competenze dei candidati di un possibile bacino di recruitment è un vantaggio implicito anche per l’azienda. La condivisione delle eccellenze aziendali può essere pensata anche con i centri di formazione universitaria e post-universitaria, implementando partnership con enti di formazione. In particolare, potrebbe essere attivato un dialogo con le Università su temi come la sicurezza sul lavoro, la security dei beni, lo sviluppo e la ricerca tecnologica, fiori all’occhiello del savoir faire del gruppo. Infine, sempre in collaborazione con centri universitari, Snam potrà valutare di condividere le proprie competenze per il supporto all’avvio e la successiva valorizzazione di imprese innovative eventualmente compatibili con il proprio indotto. Tale assistenza potrà declinarsi in differenti tematiche, dalla messa a punto di un business model alla costruzione di partnership, dall’accesso a professionalità qualificate alla ricerca di capitali.

I benefici sullo stock di capitale territoriale sono evidenti, e abbracciano tutti e quattro gli ambiti di applicazione del modello: economico, sociale, umano e naturale.

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